124) Nolte. Sul male assoluto.
Durante l' Historikerstreit (vedi lettura precedente) fu posto il
problema dell'unicit e quindi dell'imparagonabilit di Auschwitz.
Nonostante la complessit dei giochi politici e le reciproche
accuse, questo tema rimane di significato chiaramente filosofico.
Nell'opera Nazionalismo e bolscevismo, in cui presenta la tesi che
il periodo 1917-1945 sia da interpretare come una guerra civile
europea, Nolte rileva che l'idea che esista nella storia qualcosa
di non paragonabile, quindi di assoluto, non pu essere
accettato dallo storico e che comunque per dire che qualcosa 
imparagonabile bisogna che sia stato prima paragonato con
qualcos'altro.
E. Nolte, Der europische Brgerkrieg 1917-1945.
Nationalsozialismus und Bolschewismus [La guerra civile europea
1917-1945. Nazionalsocialismo e bolscevismo].

 Auschwitz era un sovrappi in un significato ancora pi profondo
di quanto lo fossero la lotta antipartigiana, rivolta alla totale
sicurezza e quindi preventiva, e quel socialismo biologico che
pianificava 1'eliminazione di tutto ci che  nocivo e malsano
di cui furono vittime moltissimi zingari e che si rivolse contro
gli slavi. La soluzione finale  unica in un senso non banale,
ma con ci non  incomparabile; infatti il diritto di chiamarla
unica nel suo genere nasce solo dal confronto il pi ampio
possibile e il grande iato dell'incomprensibilit pu essere
collocato solo in un punto che viene alla luce dopo un lungo
cammino per la lotta della comprensione.
[...].
L'asprezza delle resistenze suscitate dalla tesi che l'arcipelago
Gulag sia stato pi originario di Auschwitz e che tra i due
sussista un nesso causale, alla fine dei conti pu essere spiegata
solo con motivazioni politiche che a loro volta forniscono l'esca
a insinuazioni politiche. Si  dell'avviso che questa tesi e la
sua dimostrazione disturbino la coesistenza auspicabile tra le
potenze mondiali e che ostacolino l'ulteriore sviluppo
dell'umanit, divenuta cos numerosa e cos forte da rappresentare
un pericolo per la sua stessa coesistenza pacifica sul pianeta
ormai troppo piccolo. Ma il vero pericolo per l'auspicabile
sviluppo nasce dall'affermazione che in questo mondo ci sarebbero
soltanto due campi e che solo uno di essi avrebbe la capacit e la
volont di garantire la pace mentre l'altro, essendo il male
universale, cercherebbe di inasprire tutti i conflitti mirando in
ultima analisi a un dominio universale.
[...].
Non esiste un male universale dal quale il mondo dovrebbe essere
guarito; il socialismo reale  un concetto-limite al quale non
potr mai corrispondere una qualche realt; tra i due poli della
pura economia di Stato e di un capitalismo di tipo manchesteriano
basato su un'economia privata senza restrizioni, ci sono numerose
sfumature i cui pro e contro vanno ripetutamente saggiati.
E. Nolte, Bolscevismo e nazionalsocialismo, Sansoni, Firenze 1988,
pagina 414 e 441-442.
